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La mia prima volta ad Auschwitz PDF Stampa E-mail
Scritto da Arch. Salvatorgiulio Di Benedetto   
Giovedì 27 Agosto 2009 10:04

Una volta salito in macchina, da Bogoria (piccolo paese vicino Staszòw) giunsi dopo qualche ora al Museo Nazionale di Oswiecim. Durante il viaggio, cominciai a respirare un'aria diversa, forse perché sapevo che visitare Auschwitz sarebbe stata per me un' esperienza che mi avrebbe segnato e che mi sarebbe rimasta dentro per sempre. E così è stato!

Riesco a vedere nitidamente nella mia mente quei luoghi: l'ingresso del campo, i crematori, il Muro della Morte, i vari blocchi degli edifici, le stanze dove dormivano i detenuti, etc.. Il viaggio giunse al capolinea. Scesi e il posto era lì, abbastanza triste !!! Accanto a me un gruppetto di giovani ebrei, smorzavano l'atmosfera con dei sorrisi forzati ed erano impazienti di varcare il cancello. Provai a mettermi nei loro panni ed a immaginare cosa essi potessero provare nell'andare a visitare quel posto dove tanti come loro furono trucidati dai nazisti. Non credo di esserci riuscito, forse perché  neppure io sapevo cosa provavo da italiano!!!

Il Museo era a pochissimi passi da me, quindi in breve fui di fronte all'entrata. Guardai l’ orologio. Erano le 10:54. E' quasi impossibile descrivere le strane sensazioni che ti attraversano mentre sei dentro: l’atmosfera autunnale, gli edifici cupi e gli alberi altissimi non facevano che accentuare questa mia impressione. Mi colpirono profondamente le foto dei deportati all’interno delle baracche. Tutti  si erano completamente trasformati in scheletri formati da pelle ed ossa. Suscitavano una profonda angoscia. E pensare che, prima di essere prigionieri, erano stati normali e  che dopo qualche settimana in campo erano diventati irriconoscibili nell’aspetto. Anche i vestitini dei bimbi, sporchi e piccoli, hanno provocato in me una profonda amarezza. Ho provato un irresistibile senso di smarrimento di fronte al cospetto di quel luogo e dell’atmosfera cupa che ancora riesce ad evocare.

Mai dimenticherò quel giorno …  Mai dimenticherò quei visi fotografati …  Mai dimenticherò quel silenzio … Mai dimenticherò …. Era il 3 ottobre del 2004.