Home

Immagine casuale

rotaie_trasporto.jpg
 
Auschwitz-Birkenau
Presentazione PDF Stampa E-mail
Martedì 30 Settembre 2008 20:07

La storia del secolo scorso è stata indelebilmente percorsa da un fenomeno politico sociale e culturale che ha sconvolto l'Europa e tutto il mondo occidentale: il nazi-fascismo. La sconfitta di questa ideologia ha portato all'affermarsi di principi e idee su cui si basano tutte le costituzioni moderne e che oggi appaiono condizione necessaria per offrire la possibilità di una vita dignitosa ad ogni individuo.


La storia del nazi-fascismo e della sua sconfitta è un argomento talmente vasto che naturalmente non saremmo riusciti a trattarlo in maniera esaustiva nella sua interezza. Da qui la scelta di occuparci di uno specifico argomento che ci ha particolarmente impressionato e che pensiamo non possa lasciare nessuno indifferente: i campi di concentramento ed Auschwitz in particolare.


Ci è sembrato importante trattare l'argomento essenzialmente per due motivi. In primo luogo per l'importanza della memoria per comprendere le possibili conseguenze di una politica che non pone la sua centralità nel rispetto della dignità umana ed in secondo luogo per la drammatica attualità che interessa il nostro pianeta, sconvolto da guerre e regimi politici che pongono quotidianamente in discussione la dignità umana.

 
La mia prima volta ad Auschwitz PDF Stampa E-mail
Scritto da Arch. Salvatorgiulio Di Benedetto   
Giovedì 27 Agosto 2009 10:04

Una volta salito in macchina, da Bogoria (piccolo paese vicino Staszòw) giunsi dopo qualche ora al Museo Nazionale di Oswiecim. Durante il viaggio, cominciai a respirare un'aria diversa, forse perché sapevo che visitare Auschwitz sarebbe stata per me un' esperienza che mi avrebbe segnato e che mi sarebbe rimasta dentro per sempre. E così è stato!

Riesco a vedere nitidamente nella mia mente quei luoghi: l'ingresso del campo, i crematori, il Muro della Morte, i vari blocchi degli edifici, le stanze dove dormivano i detenuti, etc.. Il viaggio giunse al capolinea. Scesi e il posto era lì, abbastanza triste !!! Accanto a me un gruppetto di giovani ebrei, smorzavano l'atmosfera con dei sorrisi forzati ed erano impazienti di varcare il cancello. Provai a mettermi nei loro panni ed a immaginare cosa essi potessero provare nell'andare a visitare quel posto dove tanti come loro furono trucidati dai nazisti. Non credo di esserci riuscito, forse perché  neppure io sapevo cosa provavo da italiano!!!

Il Museo era a pochissimi passi da me, quindi in breve fui di fronte all'entrata. Guardai l’ orologio. Erano le 10:54. E' quasi impossibile descrivere le strane sensazioni che ti attraversano mentre sei dentro: l’atmosfera autunnale, gli edifici cupi e gli alberi altissimi non facevano che accentuare questa mia impressione. Mi colpirono profondamente le foto dei deportati all’interno delle baracche. Tutti  si erano completamente trasformati in scheletri formati da pelle ed ossa. Suscitavano una profonda angoscia. E pensare che, prima di essere prigionieri, erano stati normali e  che dopo qualche settimana in campo erano diventati irriconoscibili nell’aspetto. Anche i vestitini dei bimbi, sporchi e piccoli, hanno provocato in me una profonda amarezza. Ho provato un irresistibile senso di smarrimento di fronte al cospetto di quel luogo e dell’atmosfera cupa che ancora riesce ad evocare.

Mai dimenticherò quel giorno …  Mai dimenticherò quei visi fotografati …  Mai dimenticherò quel silenzio … Mai dimenticherò …. Era il 3 ottobre del 2004.

 
Contatti PDF Stampa E-mail
Martedì 30 Settembre 2008 19:59

 

Per segnalazioni e suggerimenti scrivete a

 

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.